Progetto Archivio Carbone

RESTAURO E CONSERVAZIONE
DEGLI ORIGINALI FOTOGRAFICI

 

Pulitura e spianatura
Interventi di pulitura, consolidamento e spianatura degli originali fotografici al fine di ripristinare le condizioni ottimali per la stabilità dell’oggetto.


Il restauro

Interventi di restauro delle pellicole attaccate da funghi e da batteri. Funghi e batteri s’installano sullo strato argenteo e distruggono l’immagine. Si procederà ad un attento esame di ogni supporto fotografico onde separare i pezzi contaminati. Questi ultimi dovranno essere affidati a un restauratore specializzato, il quale procederà a trattamenti fungicidi, insetticidi e battericidi.


La conservazione

Attività di conservazione del materiale secondo gli standard ministeriali: inserimento in imballi conservativi adatti allo stoccaggio, in materiali di conservazione che hanno superare il Photographic Activity Test (PAT) come indicato negli standard ANSI IT. 2 1988. Dovranno pertanto essere conformi ai seguenti criteri: alta percentuale di cellulosa (oltre 87%), pH neutro (attorno al 6.5-7.5), bassissimo contenuto di zolfo, legante neutro, libera da lignina, da particelle metalliche, acide, perossidi, formaldeide e da agenti nocivi derivanti dall’incollaggio.


L’ambiente

Predisposizione di un locale climatizzato con temperatura e umidità controllate (temperatura sotto ai 18° C e umidità relativa “UR%” attorno al 30-40%). Il locale è stato individuato presso la sede di PrimaPagina in via Toledo 406.

 

 

ANALISI E RIORDINO DEL MATERIALE

L’archivio è composto, in massima parte, da negativi in vari formati (35 mm, 120 e lastre medio formato) conservati in scatole numerate in modo progressivo. In alcuni casi i negativi risultano ancora arrotolati ed avvolti in un foglio con indicato il numero del servizio fotografico. Per i primi anni d’attività (anni ’30) i negativi sono andati dispersi e sono rimaste solo le stampe (circa 2000), mediamente nei formato 6x9, 13x18 o 18x24.
L’ordinamento dell’archivio è facilitato dalla presenza di quaderni manoscritti dallo stesso Carbone, con gli indici dei servizi fotografici. Questi strumenti di corredo dell’archivio forniscono le indicazioni sui contenuti di una parte consistente del fondo, poiché per ogni servizio fotografico sono indicati le data, il luogo e l’avvenimento rappresentato.
Al fine di razionalizzare il metodo di lavoro si è deciso di digitalizzare interamente i quaderni manoscritti e convertire le immagini ottenute in file pdf dai quali sono stati successivamente selezionati i servizi fotografici di maggior interesse.

 

TRATTAMENTO ARCHIVISTICO - METODOLOGIA DI LAVORO
CATALOGAZIONE DEI DOCUMENTI

La descrizione catalografica delle immagini sarà eseguita in conformità e rispetto degli standard per la descrizione archivistica ISAD e ISAAR e secondo il formato della scheda F dell'ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione).
In fase di catalogazione le immagini verranno indicizzate nei vari thesaurus Temi, Persone, Luoghi ed Enti al fine di permettere all'utente una ricerca precisa e puntuale dell'immagine.

Per il trattamento archivistico della documentazione fotografica si è scelto di utilizzare la piattaforma di catalogazione xDams realizzato dalla società Regesta.exe, che ha mutuato ed adattato alle esigenze degli archivi di immagini il modello dati elaborato dall' ICCD per la descrizione dei beni fotografici.
xDams, sviluppata in modalità ASP (Application Service Provider) utilizza il canale web per l’accesso e l’interazione con i dati. E’ una piattaforma aperta, costruita su un’architettura totalmente multipiattaforma che adotta lo standard pubblico XML per la conservazione dei dati a lungo termine.
xDams permette di realizzare l’inventariazione e la consultazione di banche dati archivistiche; offre inoltre la possibilità di associare ai dati identificativi la o le riproduzioni digitali della documentazione stessa.

Con xDams è possibile implementare a distanza le descrizioni archivistiche inserendo, modificando on line dati e schede descrittive (modalità operativa); definire e controllare la lista e le proprietà degli archivi, la struttura, gli utenti e i loro privilegi, i livelli di accesso alle informazioni (modalità di gestione); consultare on line gli archivi conservati (descrizioni archivistiche e documentazione digitale allegata) attraverso ricerche full text e su campi predefiniti con l'ausilio di dizionari, authority e dizionari controllati, navigazione della struttura gerarchica (modalità di navigazione).

L'adozione di un formato dati aperto come XML garantisce disponibilità, intelligibilità, esportabilità, flessibilità ed espandibilità di tutti i contenuti del portale nel lungo periodo, tutti requisiti indispensabili per realizzare gli obiettivi di condivisione dei contenuti.
METS (Metadata Encoding & Transmission Standard) sarà invece lo standard utilizzato per la codifica in XML dei dati amministrativo-gestionali dei files digitali.
xDams è la piattaforma di raccolta, gestione e pubblicazione digitale di importanti sistemi archivistici italiani, tra cui: sistema archivistico dell’Istituto beni culturali della regione Emilia Romagna, Archivio storico della Camera dei deputati, Archivio del Gruppo IntesaSanPaolo, Archivio storico dell’ANCI, Galleria Nazionale di Arte Moderna, Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Archivio Pirelli, Archivio Centrale dello Stato, Archivi di Stato di Napoli, Bologna, Prato e Perugia, Archivio storico capitolino, Fondazione Feltrinelli, Istituto Luce e suoi partner (tra questi l’Aamod, l’archivio Quilici, la rete delle Biblioteche di Roma).

 

 

DIGITALIZZAZIONE DEI DOCUMENTI

Per la scansione delle trasparenze vengono utilizzati  scanner ad alta risoluzione dedicati alle pellicole multiformato.
Le immagini vengono acquisite rispettando gli standard e le indicazioni previste dalla Normativa per l’acquisizione digitale delle immagini fotografiche (ICCD) per il livello qualitativo A:
- Formato TIFF (non compresso)
- Spazio colore a 16 bit
- Dimensione immagine 3072 pixel (lato lungo)

 

Le immagini ottenute vengono convertite in formato JPEG con dimensioni:
- 1280 pixel (lato lungo) per una gestione più leggera (livello qualitativo B)
- 500 pixel (lato lungo) Formato WEB

 

Gli attuali scanner, dedicati a pellicole di medio e grande formato non prevedono telai porta negativi delle dimensioni di queste vecchie pellicole ormai fuori produzione da moltissimi decenni e le scansioni devono essere effettuate singolarmente usando come base d’appoggio il piano dello scanner e collocando la pellicola tra vetri trattati in maniera specifica per mantenere perfettamente in piano il negativo ed evitare la formazione di anelli di Newton.
Non è possibile quindi una standardizzazione delle acquisizioni che vanno effettuate singolarmente anche per scegliere e selezionare l’esatta superfice della pellicola da acquisire così da comprendere tutto lo scatto, inclusi i bordi e, nel caso siano presenti, le eventuali diciture descrittive.

Nella fase di preview della scansione viene poi esaminato il negativo e si prepara il setting per ogni foto lavorando sia sull’istogramma che su tutti i parametri necessari alla regolazione dei toni per ottenere una immagine con gamma tonale equilibrata.
Con questi negativi, molti dei quali sotto o sovra esposti, non è possibile utilizzare operazioni di automatismo soddisfacenti.
Queste regolazioni prescansione vanno considerate comunque come normali operazioni di settaggio e sono equiparate agli interventi necessari in camera oscura durante la fase di stampa delle fotografie analogiche (taglio della stampa, tempi di esposizione, scelta della gradazione della carta in base alla densità del negativo ecc.).


Per quanto riguarda graffi e spuntinature in questa fase non vengono eseguiti interventi che dovranno essere realizzati trasferendo le immagini in programmi di fotoritocco. Non è possibile utilizzare software dedicati come il Digital ICE della Kodak che vengono lanciati durante la scansione con ottimi risultati ma che lavorano solo su emulsioni multistrati a colori.